Milano, Duomo

Dopo il decreto Cura Italia e il decreto liquidità, arriva finalmente il decreto Rilancio. Si tratta di un pacchetto di misure da 55 miliardi di indebitamento e 155 miliardi in termini di saldo netto da finanziare. Un testo omnibus, con più di 250 articoli, che rifinanzia molte delle misure del Cura Italia, ma introduce anche nuovi aiuti per famiglie, lavoratori e aziende per affrontare la crisi, a seguito della chiusura prolungata causata dal coronavirus.

Bonus 600 euro per partite Iva

Per il mese di aprile, come già avvenuto a marzo, i 600 euro vanno a professionisti non iscritti agli ordini, co.co.co in gestione separata, artigiani, commercianti, coltivatori diretti, stagionali dei settori del turismo e degli stabilimenti termali, lavoratori del settore spettacolo e lavoratori agricoli. Chi lo ha già ottenuto a marzo, se lo ritroverà accreditato in automatico per il mese di aprile.

A maggio, il bonus può salire fino a 1.000 euro, ma non per tutti. Per richiederlo bisogna rispettare determinate condizioni: i titolari di partita Iva, ancora attiva il 19 maggio, devono aver conseguito un fatturato e dei corrispettivi nel mese di aprile 2020 inferiore ai due terzi dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019. Il contributo spetta anche in assenza del calo di fatturato per chi ha iniziato l’attività a partire dal 1 gennaio 2019.

I professionisti iscritti a ordini professionali, come per il mese di marzo, dovranno rivolgersi alla propria cassa di previdenza per ottenere il bonus per i mesi di aprile e maggio, attingendo dal reddito di ultima istanza, che viene potenziato di 850 milioni du euro, arrivando così a 1.150 milioni di euro. La cifra del bonus sarà resa nota da un successivo decreto del ministro del Lavoro, insieme a quello dell’Economia, entro 60 giorni dall’entrata in vigore del provvedimento.

Stop ai licenziamenti e cassa in deroga più veloce

Viene prorogato il blocco dei licenziamenti per altri tre mesi. Sospese anche le procedure dei licenziamenti collettivi e individuali per motivo oggettivo in corso. La procedura per la Cassa in deroga diventa più veloce, con la possibilità per il datore di lavoro di rivolgersi direttamente all’Inps che erogherà un anticipo dell’assegno del 40 per cento, entro 15 giorni dall’arrivo della richiesta. La cassa integrazione per l’emergenza coronavirus può essere utilizzata dai datori di lavoro per una durata massima di nove settimane, per il periodo dal 23 febbraio al 31 agosto 2020.

Cancellata l’Irap per le aziende e autonomi

Il decreto Rilancio prevede la cancellazione del saldo e acconto Irap per tutti fino a 250 milioni di fatturato. La cancellazione della rata di giugno (saldo e acconto) riguarda tutte le imprese fino a 250 milioni di euro di fatturato e i lavoratori autonomi con un corrispondente volume di compensi. La norma prevede l’esenzione del versamento del saldo Irap dovuta per il 2019 e della prima rata, pari al 40 per cento, dell’acconto dell’Irap dovuta per il 2020 dalle imprese con un volume di ricavi compresi tra 0 e 250 milioni e dai lavoratori autonomi con gli stessi compensi. Resta l’obbligo di versamento degli acconti per il periodo di imposta 2019.

Indennizzi a fondo perduto per le piccole imprese (ma non per i professionisti)

Tra le misure di sostegno per le piccole imprese, compresi i lavoratori autonomi titolari di partita Iva o di reddito agrario, sono previsti contributi a fondo perduto con una doppia condizione di accesso e rispettando una tempistica precisa: per ottenere l’indennizzo i soggetti interessati devono presentare un’istanza, esclusivamente online, all’Agenzia delle Entrate entro 60 giorni dall’avvio della procedura telematica per la trasmissione delle domande. Il provvedimento contenuto nel Dl Rilancio prevede un giro d’affari annuo nel 2019 inferiore ai 5 milioni di euro e una perdita del fatturato o dei compensi, tra aprile 2020 e lo stesso mese del 2019, di almeno un terzo.
L’ammontare dell’indennizzo viene calcolato applicando una percentuale alla differenza di fatturato registrata che sarà del 20% per i soggetti che nel 2019 hanno registrato ricavi o compensi al di sotto dei 400mila euro; del 15% sopra i 400mila euro e fino a un milione di euro; 10% oltre un milione di euro e fino a 5 milioni. Sono esclusi dai contributi a fondo perduto i professionisti ai quali spetta l’indennizzo da 600 euro dell’Inps, o quello erogato dalla propria cassa di previdenza professionale.

Taglio in bolletta per le Pmi e bonus affitto

Il decreto Rilancio prevede sconti in bolletta per tre mesi per le Pmi. Il taglio si attua con una rimodulazione delle componenti fisse della bolletta, come i costi di trasporto e gestione del contatore e gli oneri generali, per tutti i clienti non domestici alimentati in bassa tensione. Tra le misure di sostegno previste del decreto, quella che riguarda il bonus affitti prevede un credito d’imposta del 60% sul canone d’affitto che si estende a tutte le locazioni commerciali, e sarà riconosciuto per i mesi di marzo, aprile e maggio 2020. I vari crediti di imposta introdotti dal Dl Rilancio, tra cui il nuovo ecobonus del 110%, possono essere utilizzati dal beneficiario in compensazione, ossia ceduti ad altri soggetti in caso di incapienza o altre difficoltà nell’utilizzo del rimborso fiscale.

Il bonus affitto, quindi, potrà essere ceduto anche alle banche, consentendo così la trasformazione del credito fiscale in un rimborso monetario. Resta ancora da chiarire se sarà possibile cedere il credito al proprietario dell’immobile: spetterà all’agenzia delle Entrate definire i soggetti ai quali sarà possibile cedere il bonus affitto del 60%. Il credito di imposta, in caso di contratti di servizi a prestazioni complesse o di affitto d’azienda”, riporta il testo del Dl Rilancio, “comprensivi di almeno un immobile a uso non abitativo destinato allo svolgimento dell’attività industriale, commerciale, artigianale, agricola, di interesse turistico o all’esercizio abituale e professionale dell’attività di lavoro autonomo, spetta nella misura del 30% dei relativi canoni”.

Rinvio delle tasse

I versamenti delle ritenute, dell’Iva e dei contributi già rinviati con il decreto Cura Italia e con il decreto Liquidità, vengono differiti al 16 settembre. In via generale, i versamenti di febbraio potevano essere prorogati sulla base delle condizioni soggettive del contribuente, mentre quelli di marzo e di aprile potevano essere rinviati in presenza di un calo di fatturato, per le aziende che rientrano tra le filiere maggiormente colpite o sono nelle province dichiarate zona rossa dall’inizio della pandemia. A settembre si potrà pagare in un’unica soluzione, oppure in quattro rate di pari importo. I pignoramenti sugli stipendi e pensioni sono sospesi fino al 31 agosto 2020 ed è prevista nelle norme del Dl Rilancio anche la sospensione dei pagamenti per avvisi bonari e di accertamento che potranno essere effettuati entro il 16 settembre per i pagamenti in scadenza tra l’8 marzo e il 31 maggio.

Reddito di emergenza

Il sussidio è al momento previsto per due mesi e varia da 400 agli 800 euro, in base il numero di persone del nucleo familiare. Per ottenere il reddito di emergenza bisogna presentare la domanda all’Inps entro giugno, attraverso un modulo online, disponibile sul sito dell’Istituto di previdenza, oppure attraverso Caf e patronati. I requisiti per avere accesso al reddito comprendono la residenza in Italia, l’Isee inferiore a 15mila euro e un reddito familiare ad aprile 2020 inferiore al sussidio che si otterrebbe, diversamente si ha diritto solo all’integrazione fino al raggiungimento della soglia.

Smart working

Nel decreto è prevista la possibilità per i genitori dipendenti del settore privato, con almeno un figlio minore di 14 anni, di svolgere lavoro agile da remoto fino al termine dello stato di emergenza. Ci sono due condizioni da rispettare: in famiglia non deve esserci un altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito e nel nucleo familiare non deve esserci un genitore non lavoratore.

Bonus mobilità

Il contributo arriva fino a 500 euro e ha valore retroattivo per gli acquisti effettuati dal 4 maggio. Il bonus si può spendere per comprare biciclette, anche con pedalata assistita, monopattini anche elettrici, segway e hoverboard, così come per i servizi di sharing mobility. Il bonus si può utilizzare anche per comprare mezzi usati, ma non per acquistare gli accessori. I destinatari sono i residenti maggiorenni dei Comuni con almeno 50mila abitanti, capoluoghi di Provincia, Regione e Città metropolitane. Il ministero dei Trasporti metterà a disposizione un sito web, o una app, a cui si potrà accedere tramite Spid (identità digitale), che dovrà essere operativo entro 60 giorni dalla pubblicazione del decreto in Gazzetta. Per ottenere il bonus bisogna conservare il giustificativo di spesa (fattura, non basta lo scontrino) e allegarlo all’istanza da presentare via web. Quando sarà possibile accedere al portale, è previsto lo sconto diretto da parte del fornitore, sulla base di un buono digitale di spesa, da consegnare al rivenditore per avere immediatamente lo sconto, che arriva fino al 60% della spesa, per un massino di 500 euro.

Il testo completo del decreto Rilancio in .pdf: Gazzetta Ufficilale