Emergenza Corona Virus Partite Iva Italia

Il decreto Cura Italia, approvato dal Consiglio dei ministri, è stato firmato da Sergio Mattarella, ed è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, entrando quindi ufficialmente in vigore. Per l’emergenza coronavirus, si autorizza l’emissione di titoli di Stato per un importo fino a 25 miliardi di euro per il 2020. Nel provvedimento sono previste misure di sostegno a famiglie, lavoratori, commercianti e professionisti.

Il bonus di 600 Euro per i professionisti senza Cassa

Per il mese di marzo, ai liberi professionisti con partita Iva al 23 febbraio 2020 e ai collaboratori attivi alla stessa data, non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, è riconosciuta un’indennità per il mese di marzo pari a 600 euro. Per ottenere il bonus, il professionista dovrà presentare domanda all’Inps. Lo potrà fare anche in via telematica, secondo quanto precisato dal presidente dell’Inps, Pasquale Tridico. L’indennità è esentasse.

Quando e come richiedere i bonus: i professionisti senza Cassa

L’Inps informa che le domande per usufruire del bonus di 600 euro possono essere presentate dal 1 aprile 2020.

La misura, prevista dal decreto “Cura Italia”, per fronteggiare l’emergenza coronavirus riguarda i liberi professionisti con partita Iva (iscritti alla gestione separata Inps) e co.co.co., non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie; lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali dell’Ago; i lavoratori dipendenti stagionali del turismo e degli stabilimenti termali; i lavoratori del settore agricolo a tempo determinato, non titolari di pensione, che nel 2019 abbiano effettuato almeno 50 giornate effettive di attività di lavoro agricolo; i lavoratori dello spettacolo.

Per richiedere il bonus da mercoledì 1 aprile, bisognerà registrarsi sul sito dell’Inps, con “una procedura semplificata con un Pin semplificato” che arriva direttamente sul cellulare e procedere con l’invio della domanda per via telematica.

Il bonus di 600 Euro per i professionisti con Cassa

È previsto un bonus anche per i liberi professionisti iscritti alle Casse di previdenza, ad ordini o albi professionali, definito “reddito di ultima istanza”. Il decreto legge per questo bonus ha stanziato 300 milioni di euro.

Quando e come richiedere i bonus: i professionisti con Cassa

Per i professionisti iscritti alle relative Casse di previdenza (medici, commercialisti, architetti, avvocati, notai, giornalisti, ecc.) il contributo arriva dal Fondo per il reddito di ultima istanza, istituito dall’articolo 44 del decreto legge 18/2020. Il ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, insieme al ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, ha firmato il decreto interministeriale che definisce le modalità di attribuzione del fondo per il reddito di ultima istanza.

L’indennità di 600 euro per il mese di marzo può essere richiesta alla propria Cassa dal 1 aprile e sarà erogata a chi ha avuto redditi fino a 35mila euro oppure tra 35 e 50mila, nell’anno di imposta 2018, e abbia subito cali di attività di almeno il 33% nei primi tre mesi del 2020, rispetto allo stesso periodo del 2019.

100 euro di bonus per chi va al lavoro

I lavoratori che in questi giorni, nonostante le restrizioni del governo, continuano a recarsi sul posto di lavoro, hanno diritto a 100 euro in più nella busta paga di aprile o a un conguaglio, riconosciuto dal datore di lavoro. L’erogazione, in questo caso, è automatica.

Stop ritenute per i professionisti

I professionisti e consulenti che hanno ricavi o compensi sotto i 400mila euro non dovranno versare le ritenute d’acconto sui ricavi e i compensi percepiti fino al 31 marzo, purché nel mese di febbraio non siano state sostenute spese per lavoro dipendente o assimilato. Bisognerà presentare una dichiarazione dalla quale risulti che i ricavi o compensi non siano soggetti a ritenuta. I contribuenti che decideranno per la sospensione della ritenuta d’acconto, dovranno procedere al versamento dell’ammontare dovuto entro il 31 maggio, anche in 5 rate.

Sospesi gli adempimenti fiscali

Tutti gli adempimenti fiscali con scadenza tra l’8 marzo 2020 e il 31 maggio 2020 sono sospesi. Questi versamenti potranno essere effettuati, senza sanzioni o interessi, entro il 31 maggio 2020, pagando in un’unica soluzione, oppure in 5 rate mensili. Sono esclusi gli adempimenti legati alla comunicazione dei dati degli oneri detraibili e deducibili ai fini della dichiarazione precompilata.

L’affitto di botteghe e negozi

Tra le misure a sostegno delle attività produttive, c’è un credito di imposta del 60% del canone di affitto del mese di marzo 2020 della bottega o del negozio in cui si svolge la propria attività commerciale. Il beneficio non viene riconosciuto a quelle attività che sono rimaste aperte nei giorni di chiusure disposte nel Dpcm dell’11 marzo 2020. Il credito di imposta sarà spendibile in compensazione. È previsto, inoltre, un credito di imposta del 50% delle spese di sanificazione degli ambienti sostenute per contenere il contagio da Covid-19, fino ad un massimo di 20mila euro.

Congedo parentale e permessi per assistere i disabili

I lavoratori con figli fino a 12 anni, rimasti a casa per la sospensione delle lezioni, hanno diritto, a decorrere dal 5 marzo, e per un periodo di quindici giorni, ad un congedo per il quale è riconosciuta una indennità pari al 50% della retribuzione. Diversamente possono richiedere un bonus di 600 euro per pagare la baby-sitter. Sulle modalità di attuazione del congedo, occorre attendere direttive dall’Inps. I lavoratori che hanno familiari da assistere possono ottenere automaticamente dal proprio datore di lavoro fino a 12 giorni di congedo “104” per assistere i familiari per il mese di marzo e per quello di aprile, che possono anche essere sommati.

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